La poltrona preferita da Platone
In tempi in cui il cammino di Santiago risulta più affollato dei flash mob di Roccaraso, è saggio mettersi lo zaino in spalla e partire?
O è forse meglio restare, farsi un buon caffè e leggere un libro in santa pace?
La nostra lettrice/viaggiatrice, che ha la fortuna di affacciarsi sulla poetica Punta della Dogana e fantasticare, probabilmente direbbe che conviene ritirarsi nel proprio retrobottega esistenziale, un posto dove stare soli per ritrovare sé stessi e la propria serenità.
La giornata inizia presto, prestissimo, con una breve ma intensa meditazione sul tappeto tibetano (che punge, sì, ma fa viaggiar la mente) e poche ma corroboranti asana. Prosegue con una sostanziosa e salutare colazione vegana e continua negli appuntamenti lavorativi con i chakra ben allineati, la visita alla mostra del momento e lo spirito avventuriero nelle calli veneziane, a schiena dritta facendo slalom tra fastidiosi turisti fino alla golden hour del prosecco serale. Rigorosamente in solitaria e con un buon libro come gradita compagnia. Unica eccezione Platone, soriano grigio e maestro zen.
Completano il viaggio la poltrona Savoy con relativo pouf in colori che conciliano la lettura, e le librerie Alphabetica in un delicato tono lilla.
