Nel salotto di un noto avvocato napoletano

Cicerone,
cirillo,
il diritto romano e le miserie umane.

Se nel resto d’Italia c’è un avvocato, per ogni famiglia a Napoli ce ne sono due. Lev Tolstoj nel celeberrimo incipit di Anna Karenina scriveva: “Le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo’’.

 

Se questo accadeva a San Pietroburgo nel 1877, a Napoli per ogni famiglia infelice ci sono almeno quattro avvocati pronti a battersi nel foro per il vaso regalo di nozze di zia Teresa o per quel servizio di piatti sbeccati acquistato al mercato delle pulci di Bratislava.

Agli occhi del nostro disincantato avvocato e padrone di casa nulla è più lontano dallo splendore marmoreo del diritto romano delle miserie dei contemporanei conflitti umani.

 

Nel salotto con vista sul golfo, il nostro avvocato medita su come i clienti vorrebbero che nel discutere le loro cause si trasformasse in un feroce mastino pronto a sbranare gli avversari. Inutile dire che la sua indole è più simile a quella di Cirillo, vero mastino napoletano, che è docile come un agnello soprattutto quando è impegnato nella digestione del mezzo kilo di macinato quotidiano. Nulla lo infastidisce di più del vociare dei litiganti nelle affollate udienze dei giudici di pace.

 

Forse soltanto l’arroganza di qualche collega così lontano dall’aurea maestà dell’amato Cicerone, “actor veritas” e maestro di vita.

Meglio un buon libro e un comodo divano.

 

Per ricevere ospiti o per rilassarsi due classici divani Savoy due posti, e per tutti i libri da tenere a portata di mano libreria autoportante Duo e diverse librerie Vertebra dello stesso colore delle pareti.