“Coltivazione di determinate specie; il complesso dei lavori campestri necessari a ottenere dalla terra i frutti che può dare”. La coltura è un personaggio simpatico, un po’ bipolare, che si divide trai campi e l’accademia, in un gioco di confusione e rimpallo tra il latino cultura - coltivazione - e l’italiano che l’ha trasformata in un fatto d’intelletto (altra cosa, di retrogusto vintage, sono i culturisti).

Già Cicerone era un po’ ambiguo, e coltivava sia la vite sia l’animo. Ci sono la viticoltura e l’apicoltura ma anche la coltura dei bachi da seta, la coltura per uso personale, quella in vitro e quella che ci sta più simpatica, la permacoltura. O permacultura? Questione di punti di vista, se ti fermi all’orto o se guardi un po’ più in là, ma in ogni caso fa bene. La coltura, come la cultura, non si ferma mai: se non è tempo di raccolta è l’ora di preparare il terreno e seminare (per ottobre dice barbabietole, cavoli, fave e insalatine). Cogli e coltivi frutti, relazioni, interessi e occasioni.
E allora non perderla, l’occasione: fatti una coltura!

2017-X-12 - Estratto dalla Newsletter cargomilano.it